a.m.a il cinema

Progetto di auto mutuo aiuto e cinema per gli Istituti carcerari
“A.m.a. il cinema”

Premessa
Il progetto “A.m.a il cinema” si propone di realizzare la pratica dell’auto-mutuo aiuto attraverso l’attività cinematografica e prende spunto dalla filosofia del programma esperienziale del Challenge Day (che negli Stati Uniti si rivolge agli studenti per abbattere gli stereotipi e migliorare i loro rapporti nella scuola, tra pari ed in famiglia).
L’auto-mutuo aiuto prevede la formazione più o meno guidata, di uno o più gruppi di persone che si uniscono nella condivisione di una situazione comune ed insieme elaborano strategie per star meglio e superare un disagio, ed è dunque il gruppo il punto di partenza dell’aiuto reciproco.
L’elemento innovativo del progetto consiste nel fare a.m.a con modalità diverse rispetto al format normalmente seguito e giungere alla costituzione di uno o più gruppi attraverso il lavoro multimediale che i detenuti fanno dal momento in cui si confrontano con le tecniche cinematografiche, proposte come strumenti ulteriori per raccontare e raccontarsi, come singoli e come gruppo. I detenuti sono coinvolti all’uso del mezzo digitale attraverso incontri teorico-pratici per arrivare alla produzione di video; la telecamera, le tecniche di ripresa le interviste, il racconto scritto e il confronto guidato conducono i partecipanti al prodotto finale, documentario o fiction: la narrazione fatta da loro, che si intervistano e si filmano a vicenda, che consente ad ognuno di rivelarsi e riconoscersi uguali nelle diversità. Il racconto si sfila dalla dimensione individuale e diventa del gruppo che si forma durante il lavoro, nell’ adesione alle regole e ai compiti, nell’ ascolto reciproco e nell’ accettazione degli altri e delle loro differenze, nella condivisione di un obiettivo comune. L’auto-mutuo aiuto come utile strumento pedagogico per aiutare i detenuti a sviluppare autocoscienza e consapevolezza e il carcere può esser luogo idoneo dell’auto mutuo aiuto, azione che dà impulso a valori morali, solidarietà, benessere collettivo, che ha un alto valore educativo ed è terapeutico pur non essendo un gruppo-terapia.
Il progetto è rivolto a tutti i detenuti che vogliono conoscere le tematiche del testo filmico ed il suo linguaggio, imparare la ripresa effettuata con la telecamera digitale ed impegnarsi in un’esperienza narrativa comune. Ogni gruppo è costituito da un numero massimo di 7-10 ed è condotto dal facilitatore che stimola l’interazione dei e tra i partecipanti, media il dialogo, sensibilizza la partecipazione di tutti all’uso del Diario di bordo, computerizzato ed audio visualizzato, e guida il gruppo verso un obiettivo condiviso.
Praticare l’auto-mutuo aiuto serve a contrastare l’isolamento determinato da un disagio, a non sentirsi soli ma a mettersi in gioco accettando i propri limiti e impegnandosi per il proprio e l’altrui cambiamento; conduce a riflettere su sé stessi nel confronto con gli altri in un contesto di accoglienza e di ascolto. La pratica dell’auto-mutuo aiuto è inteso come processo educativo promotore di azioni culturali il cui risultato finale è il prodotto audiovisivo che testimonia l’esperienza fatta dal gruppo, raccontata attraverso le interviste, le riprese, la ricerca ed il montaggio del materiale prodotto.

Scheda sintetica
Attività
1 Presentazione del progetto
Si presenta e propone l’attività, esponendo scopi, obiettivi e testando il loro interesse.
2 Costituzione del/dei gruppi
In base al numero dei partecipanti ed alle necessità, si costituiscono uno o più gruppi. Ogni gruppo ha un numero massimo di 10 partecipanti.
3 Strutturazione del lavoro multimediale e dell’attività gruppale.

Durata: 3h/dì per due incontri settimanali; 100h totali distribuite in 4mesi e un incontro finale conclusivo di 4 ore.
Metodologia: lezioni teorico-pratiche di tecniche cinematografiche; dialogo libero e guidato dal facilitatore; attività di gruppo; visione e analisi di alcuni film e clip.
Strumenti richiesti/attrezzatura: una sala dotata di sedie dove svolgere attività di auto-mutuo aiuto e il corso di video.
Strumenti forniti da noi: una telecamera, un videoproiettore, i DVD per il corso, un Pc portatile.
Personale coinvolto: un educatore professionale e conduttore di gruppi, due operatori esperti cine-video.
Obiettivi cognitivi: migliorare le competenze linguistico – culturali dei partecipanti; stimolarne la creatività e la fantasia; migliorare l’autostima.
Obiettivi generali: dotare i partecipanti di nuovi strumenti di riflessione e condivisione; miglioramento delle capacità gestionali personali e gruppali.
Obiettivo specifico: il prodotto multimediale che racconta l’intera esperienza, filmica e di auto-mutuo aiuto, realizzata e vissuta dai partecipanti.
Scopo: sperimentare l’a.m.a “inverso” per cui il lavoro iniziale offerto dal corso di cinematografia è l’elemento che facilita la formazione dei/l gruppo e ne diviene l’obiettivo.
Benefici: i detenuti hanno uno strumento nuovo per affrontare le difficoltà; sono motivati e più integrati nella vita carceraria; migliora la loro autostima e la percezione degli altri.
Ricadute: resistenze verso l’attività; resistenze burocratiche.